Una porta sull'emergenza sanitaria italiana

Cambiare il codice deontologico dei medici, perché la maggioranza dei camici bianchi vuole e deve essere tutelata nelle scelte più difficili da prendere nei casi limite. E' la richiesta di Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici, che interviene sul caso Welby sottolineando come "in attesa delle decisioni del Parlamento in materia, non vada persa l'occasione che si presenterà a partire da giovedì quando la Federazione nazionale degli Ordini dei medici , dopo otto anni, affronterà il varo del nuovo codice". Il codice, attualmente, "impone al medico di risparmiare inutili sofferenze su richiesta consapevole del paziente - spiega Cozza - dall'altro lato vieta allo stesso medico, anche se su richiesta del paziente, di effettuare trattamenti diretti a provocarne la morte .
Si tratta di due percorsi che si possono intrecciare in situazioni limite come nel caso Welby e in cui il camice bianco rischia di essere accusato dall'Ordine di eutanasia. Nonostante l'orientamento della magistratura, che sembra riconoscere nel caso Welby l'accanimento terapeutico con il conseguente diritto a staccare la spina, il medico potrebbe essere perseguibile sul piano deontologico, nel caso che l'Ordine lo valuti invece come eutanasia". Per Cozza, dunque, "c'è bisogno di un cambiamento del codice deontologico che, garantendo la laicità della professione, consenta con chiarezza al medico di fare, in scienza e coscienza, la scelta giusta, nel rispetto delle leggi vigenti. Personalmente ritengo che l'etica del terzo millennio dovrebbe consentire al camice bianco, senza essere accusato di eutanasia, di poter lasciare morire con dignità una persona gravemente malata, quando non c'è più niente da fare, l'unica certezza è il dolore ed è chiara la scelta consapevole di voler porre fine all'accanimento terapeutico."
Aggiungo sul piano personale che molte situazioni di apparente accanimento terapeutico sono indotte da una sempre più insistente e forte richiesta da parte dei parenti di non lasciare morire, poiché nella società occidentale la parola "morte" è stata cancellata dal vocabolario, e se avviene ci deve per forza essere una colpa. La pressione psicologica con la minaccia legale cui i medici sono sottoposti, vi assicuro, è molto forte.